Chi sono

Il mio lavoro si divide fra la fotografia di matrimonio e la fotografia musicale.

Vivo vicino Roma, dove sono nato nel 1967, in una bella casa con la mia famiglia, una splendida donna al mio fianco da piu’ di 30 anni (eravamo dei bambini), e 2 figli di cui vado orgoglioso. Quando non sono impegnato, passo la maggior parte del mio tempo libero con Dustin, il piu’ bel Golden Retriever del mondo.

La musica è stata parte della mia vita, prima da musicista e ora da fotografo; in fondo, ho cambiato solo la posizione, da sopra a sotto un palco, e va benissimo cosi. Ho ripreso i più grandi artisti internazionali, ho realizzato diverse copertine per dischi di artisti molto importanti, e le mie foto sono pubblicate sulle maggiori riviste nazionali ed internazionali. Desideri vedere quella parte del mio lavoro?

Musica

Luigi Orru

Luigi Orru

Ho impiegato molto tempo per trovare l’uomo che ero, per stanare l’uomo chino su di me. Per capire chi fossi veramente, subito dopo, mi è stato sufficiente liberarmi dalla fatica delle cose che mi opprimevano e far lo sgambetto a quelle sicurezze che la società ti impone ma che a me soffocavano.

Così nel 2007 lasciai il mio sicuro lavoro per dedicarmi totalmente alla fotografia, che come una vecchia amante sedotta ed abbandonata, ha avuto un modo tutto suo per avere ragione su tutto il resto delle cose, imprigionandomi per quasi un anno tra gli aromi e gli acciai di Parigi prima di ricondurmi a casa.

E quella scelta là, è diventata la storia della mia vita. Mi piaceva. Ne ero inebriato. Funzionava anche. Ma quando il desiderio di migliorare, o forse di esser riconosciuto, mi spinse a tentare le letture portfolio, con risultati disastrosi, capii che la fotografia era anche ben altra cosa rispetto all’idea che mi ero fatto e ai risultati raggiunti.

Balbettavo. Fotograficamente balbettavo.

Così iniziai di nuovo a camminare, convinto che il tempo avrei dovuto impiegarlo per migliorare me stesso; mi misi nelle mani dei migliori, studiai molto e accettai di farmi distruggere i lavori che portavo per provare ad esserlo davvero un fotografo, infastidito dalla sensazione che avevo provato di girare con un passaporto falso.Così ho composto me stesso, almeno quella parte di me che oggi emerge e così ho capito anche cos’è per me la fotografia: un posto dove entro, girovago, mi carico di energia; poi esco e il mondo mi appare spesso in maniera diversa da quello che è. Cosciente che la vita è un susseguirsi di fasi che mescolano e si ritraggono come la risacca del mare. Ecco, così vivo, così scatto, così mi relaziono.