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Reportage matrimonio Roma: la prima parte della storia di Valerio e Simona

In realtà, non mi piace parlare di reportage matrimonio Roma, ma questi sono gli stratagemmi per google e per avere una buona indicizzazione e per essere trovati!

Ora basta con gli scherzi, e le spiegazioni per parole che possono sembrare incomprensibili. La parola reportage di matrimonio nasconde a mio avviso una sorta di alibi, uno scarico di responsabilità verso il cliente. Un servizio fotografico matrimoniale deve avere al suo interno anche una parte di reportage, ma anche tante altre cose.

A me piace raccontare, e questa storia, quella di Simona e Valerio, è bellissima.

Calda giornata di luglio, e due ragazzi belli, lei frizzantissima e Valerio più riflessivo, quasi timido, anche se non lo è, un ragazzo serissimo.

La cerimonia è stata celebrata nella splendida chiesa di Sant’Alessio: La chiesa  è antichissima, forse del III o IV secolo.

Fu dedicata in origine a S.Bonifacio, il patrizio romano martirizzato a Tarso di Cilicia, e costruita, secondo la tradizione, sulla casa del padre di Alessio, Eufemiano.

L’oratorio, successivamente ingrandito ed elevato a basilica, venne dedicato ai due santi: il nome di Alessio vi comparve associato dopo ben sei secoli. In seguito il nome di Bonifacio cadde ed eponimo della chiesa rimase il solo Alessio.

I religiosi che officiavano la basilica ottennero da Alberico II, nel 937, alcune case limitrofe che, riadattate, formarono il primo nucleo del monastero posto sotto la cura di S.Addone, abate di Cluny.

Verso la fine dello stesso secolo papa Benedetto VII affidò la chiesa ad una comunità di monaci Basiliani, rifugiatisi a Roma insieme all’arcivescovo Sergio di Damasco, costretto dai Saraceni a fuggire dalla sua città. Nel XII secolo il monastero, ormai abitato dai Benedettini, venne ricostruito dai Crescenzi.

Altri restauri interessarono il complesso nel corso dei secoli successivi: nel 1216 da Onorio III, nel 1431 dai Gerolimini, alla fine del Cinquecento quando papa Sisto V elevò la chiesa a titolo cardinalizio, nel Seicento dal cardinale Guido di Bagno ed infine nel 1750 dal cardinale Andrea Querini che commissionò a Tommaso de Marchis l’ampliamento del convento e la nuova facciata della chiesa.

Il portico presenta eleganti colonne inserite nei pilastri con un timpano situato sopra il fornice centrale maggiore; il piano superiore è costituito da cinque finestre alternate da lesene con capitelli corinzi, sopra il quale corre una balaustra con vasi marmorei.

La spiegazione è dovuta, tanto sia ricca di spunti.

Dopo alcuni ritratti nella parte posteriore della chiesa, dove abbiamo trovato un palco teatrale che mi ha dato parecchi spunti fotografici interessanti, siamo andati nel famoso Castello di Tor Crescenza, noto per parecchi matrimoni VIP, e si capisce bene perchè!

Caldo, si, ma bello. Molto Bello, e intenso.

E questa è l’anteprima di un (quasi) reportage matrimonio Roma.

Poi, c’è un seguito, uno spettacolare trash the dress, ma questa è un’altra – prossima – storia che merita un articolo a parte.

 

Foto: Luigi Orru

abito sposa: Celli spose 

Ricevimento: Castello di Tor Crescenza

 

 

 

 

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